Nel 1929, un farmacista locale Alberto Angrisani, residente a Somma Vesuviana notò l’affiorare di strani blocchi di marmo dal terreno in località Starza della Regina. Per visionarli e teorizzarne la natura chiamò un suo amico nonché storico e archeologo pompeiano, Matteo Della Corte.  Tuttavia non poterono agire nell’immediato in quanto il Duce, in quell’epoca, non gli diede le dovute concessioni. Una volta ottenuti i primi permessi, venne fatto un ritrovamento particolare, partendo dall’affioramento in superficie di una parte di muratura antica, che si reinterrò, presumibilmente, nel 1944 a seguito dell’eruzione del Vesuvio.

 

Negli anni successivi alcuni studi rivelarono a tutti che quel muro antico, in realtà, era una parte di Villa Augustea e da lì tale sito acquisì considerazione nelle maggiori università del mondo. All’inizio gli scavi si fermarono per problemi burocratici legati alla proprietà del terreno su cui si trova la Villa, poi lo scavo fu ripreso nel 2002 dall’Università di Tokyo, ed è ancora attivo tutt’oggi. 

   L’Università di Tokyo, che non era proprietaria del terreno dove è situata la Villa, per velocizzarne gli scavi, lo acquistò per evitare le infinite procedure burocratiche che si sarebbero protratte per parecchio tempo nel caso in cui la Villa fosse rimasta di dominio pubblico.

   Lo scavo sta rivelando man mano tutta l’imponenza di tale ritrovamento: situato a circa 10 metri di profondità, si estenderebbe per circa 4000 mq, anche se i ritrovamenti effettuati si limitano alla metà (circa 2500 mq).

Visitando la villa possiamo vedere delle colonne monolitiche, non assemblate, ricavate da un solo grande blocco di marmo africano provenienti dall’Asia minore. Sotto i nostri piedi abbiamo un pavimento costituito da tessere di mosaico bianco, si pensa però che questo avesse anche tessere nere raffiguranti decorazioni geometriche. Vi è un porticato che posa su una base formata da quattro pezzi. Osservando la stratificazione degli scavi possiamo notare che questa è formata da tre strati poiché coperta dall’eruzione del Vesuvio nel 472 d. C.