Gaio Giulio Cesare Ottaviano è stato il primo imperatore romano, successore di Gaio Giulio Cesare dopo il suo assassinio per mano del figliastro Bruto, ed è passato alla storia come “Augusto” (il grande) per le sue gesta e il potere che riuscì a riunire nelle sue mani. Ottaviano nacque a Roma nel 63 a.C. da famiglia patrizia. La madre, Azia, era una pronipote di Giulio Cesare. Fu da questi poi adottato nel 45 a.C., designandolo come suo successore. Quando Cesare fu ucciso, lui era in procinto di iniziare una guerra contro i Parti, ma quando venne a conoscenza dell’accaduto decise di ritornare a Roma e rivendicare l’eredità lasciatagli dal dittatore, ma trovò Marco Antonio che si rifiutò di consegnargli i poteri che gli spettavano ed infatti si scontrarono. Marco Antonio fu sconfitto e si rifugiò in Gallia. Decise poi di allearsi con quest’ultimo per fronteggiare i repubblicani cesaricidi, per poi formare il secondo triumvirato con Lepido. Sconfitti Bruto e Cassio a Filippi i tre generali decisero di dividersi l’enorme impero: ad Ottaviano furono assegnati i territori italiani, a Antonio quelli orientali mentre a Lepido spettò l’Africa. Alla morte di Sesto Pompeo, detentore di Sicilia e Sardegna, Lepido avanzò pretese sulla prima per cui fu eliminato dall’alleanza Ottaviano-Antonio, quindi l’alleanza divenne un biumvirato e ci fu la ridivisione dei territori, a Marco Antonio rimasero i territori orientali, mentre Ottaviano ottenne tutti i territori occidentali. Nei territori orientali Marco Antonio stipulò un’alleanza con Cleopatra, la regina d’Egitto, e Ottaviano, percependo il pericolo, decise di scontrarsi con questi. La regina d’Egitto e Antonio furono sconfitti ad Azio e poi ad Alessandria nel 29 d.C. dove i due si suicidarono. Dopo questa serie di vittorie per Ottaviano iniziò l’ascesa al potere, divenne imperatore e successivamente pontefice massimo, per poi ricevere il nome di Augusto per testimoniare la sua grandezza. Per controllare le province Augusto introdusse la figura dei funzionari dello stato alle dirette dipendenze dell’imperatore. Divise le province in senatorie e imperiali, creò il fisco imperiale con i redditi delle province da lui dipendenti; provvide all’istituzione del censo provinciale. Creò contingenti fissi di legioni (25 unità) per le zone di confine renane, danubiane e orientali, nonché in Egitto, Africa e Spagna. Divise l’Italia in 11 regioni, riorganizzò l’amministrazione di Roma, che divise in 14 regioni, stabilì le coorti urbane come guarnigione, le coorti dei vigili per la sicurezza e la difesa contro gli incendi. Egli ebbe tre mogli: Clodia fino al 41 a.C., Scribonia che sposò nel 40 e dalla quale ebbe Giulia, e dal 39 Livia, già sposa di Tiberio Claudio Nerone. Si preoccupò a lungo della successione; apparvero prima designati il nipote Marcello, che sposò nel 25 Giulia, ma morì nel 23 a.C.; quindi Agrippa, che sposò a sua volta Giulia, e nel 18 a.C. fu insignito della potestà tribunicia ma morì nel 12 a.C., poi i figli di Agrippa e di Giulia, Gaio e Lucio Cesare, che furono adottati da Augusto ma morirono rispettivamente nel 4 e nel 2 d.C. Infine, essendo morto nel 9 a. C. anche Druso, unico erede possibile fu il figliastro Tiberio, adottato nel 4 d.C.. Nel 14 d.C. morì a Nola e fu sepolto a Roma nel mausoleo del Campo Marzio.