La Villa Augustea risale all’epoca romana, più precisamente alla prima età imperiale, che vide come imperatore Ottaviano      Augusto. E’ proprio da Augusto che deriva il nome “augustea” in quanto si suppone che in questa villa sia deceduto il primo imperatore di Roma all’età di 76 anni. La data della morte risale al 14 d.C ed è da attribuirsi alla sua vecchiaia, non possiamo però confermare con assoluta certezza che sia la Villa augustea il luogo della sua morte poiché negli scritti  di Tacito risalenti a quel periodo non si fa preciso riferimento al complesso romano di Somma Vesuviana ma ad una villa di famiglia “apud Nolam”  (presso Nola).

Quest’edificio fu sommerso dall’eruzione del Vesuvio nel 472 d.C e fu successivamente individuato solamente negli anni trenta, in epoca fascista, quando casualmente vennero riportate alla luce le mura di un antico complesso risalente all’età romana. Da allora gli scavi sono stati per anni abbandonati e solo nel 2001 l’Università di Tokyo ha varato, grazie alla concessione della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli, un progetto con il fine di individuare definitivamente “La Villa di Augusto”. Il complesso romano, situato a Somma Vesuviana, è databile ai primi decenni del II secolo d.C ma al suo interno sono state rinvenute statue antecedenti all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C che distrusse Ercolano e Pompei e quindi non è possibile individuare con precisione una data a cui attribuire la costruzione della villa di Augusto.

Scoperte avvenute negli scavi del 2014 hanne decretato che probabilmente la villa non appartenesse ad Augusto, ma ad un uomo influente e ricco. Infatti si è giunti alla conclusione che la statua maschile, rinvenuta nel complesso, che inizialmente si pensava raffigurasse Augusto, rappresenta Dioniso (Bacco). Lo dimostrano alcuni dettagli tra cui il grappolo d’uva e il cucciolo di pantera, tenuto in braccio.